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Old Town di Edimburgo, Scotland

Old Town di Edimburgo

Chiese, vicoli, Sottovie e l'atmosfera medievale di Edimburgo: tutto quello che devi sapere sull'Old Town per visitarla come un locale.

Edinburgh: Old Town history and tales walking tour

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Aggiornato il:

Quick facts

Posizione
Dalla rocca del Castello fino a Holyrood, lungo il Royal Mile e intorno
Tempo consigliato
1–2 giorni per l'intera zona
Ingresso
Gratuito per camminare; attrazioni a pagamento variabile
Accessibilità
Molte salite ripide e pavé; alcune zone difficili per sedie a rotelle

L’Old Town: millenni di storia su una rocca vulcanica

L’Old Town di Edimburgo è una delle città storiche più intatte d’Europa. Non è un museo a cielo aperto ricostruito per i turisti: è un quartiere vivo dove le persone vivono, lavorano e camminano ogni giorno, in edifici che risalgono al XV e XVI secolo. L’UNESCO l’ha inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità nel 1995 insieme alla New Town — un riconoscimento alla coesistenza di due periodi storici distinti ma ugualmente eccezionali.

La forma dell’Old Town è determinata dalla geologia: una cresta basaltica lunga circa un miglio, alta e ripida su entrambi i fianchi, che costringe la città medievale a svilupparsi in verticale piuttosto che in orizzontale. Le case del Medioevo raggiungevano 11–15 piani — “grattacieli” medievali che stupivano i visitatori dell’epoca. La sovraffollamento, la sporcizia, l’epidemia e la paura erano compagni quotidiani. La pulizia delle strade, in assenza di fognature, avveniva lanciando i rifiuti dalle finestre con il grido “gardyloo” (da gardez l’eau) — un costume che ha lasciato traccia nel vocabolario locale.

Il Royal Mile e i suoi closes

Il Royal Mile — la spina dorsale dell’Old Town che scende dal Castello a Holyrood — è descritto in dettaglio nella sua guida dedicata. Ma l’Old Town non è solo il Royal Mile: è l’intrico di closes, corti e vicoli che si aprono perpendicolarmente su entrambi i lati.

I closes sono stretti e spesso bui anche di giorno. Alcuni portano a cortili interni (closes a cortile), altri scendono ripidi verso il fondovalle (closes a discesa). Quasi tutti hanno un nome e una storia. Brodie’s Close ricorda Deacon Brodie, il rispettabile consigliere comunale che di notte faceva il ladro — ispirazione di Stevenson per il dottor Jekyll. Advocates’ Close ha viste spettacolari sulla New Town sottostante. Anchor Close ospitava la stamperia dove fu pubblicata per la prima volta la Encyclopædia Britannica.

Il tour storico dell’Old Town collega queste storie in un percorso coerente: essenziale per chi vuole capire il contesto, non solo vedere gli edifici.

Le Sottovie (South Bridge Vaults)

Sotto le strade dell’Old Town si estende un sistema di gallerie sotterranee costruite nel XVIII secolo come fondamenta del South Bridge. Progettate come magazzini, furono presto occupate da famiglie povere, artigiani, e — secondo la leggenda — da resurrectionist e criminali. Abbandonate e murate nella prima metà dell’Ottocento, furono riscoperte negli anni Ottanta del Novecento.

Il tour originale delle Sottovie è tra le esperienze più richieste di Edimburgo: un mix di storia autentica e atmosfera gotica che funziona anche per chi non ama le ghost stories. I tour durano circa 75 minuti e richiedono prenotazione in anticipo.

Greyfriars e il cimitero

Greyfriars Kirkyard è il cimitero più famoso di Edimburgo e uno dei più visitati della Scozia. Non per ragioni macabre — o non solo — ma perché è un luogo di storia eccezionale. Qui fu firmata nel 1638 la National Covenant, il documento che avviò la guerra civile scozzese. Qui riposano alcuni dei personaggi più influenti della storia scozzese, incluso George Buchanan, tutore di Giacomo VI. E qui c’è la tomba di John Gray, il proprietario di Greyfriars Bobby.

Greyfriars Bobby è il Skye Terrier che secondo la leggenda rimase accanto alla tomba del suo padrone per 14 anni dopo la morte di questi nel 1858. La storia è vera nella sostanza, romanticizzata nei dettagli. La statua del cane all’ingresso del cimitero è tra le più fotografate di Edimburgo; il suo nasino è lucido per le carezze dei visitatori.

Il cimitero è famoso anche per i mackenzie poltergeist — fenomeni paranormali attribuiti alla presenza di George Mackenzie, il “Bloody Mackenzie” che perseguitò i Covenanteri nel XVII secolo. I tour notturni di Greyfriars sono tra i più spaventosi della città; alcune guide riportano reazioni fisiche dei visitatori nella sezione del mausoleo Mackenzie.

Victoria Street e il Grassmarket

Victoria Street è l’arco di case colorate che scende curva dal Lawnmarket verso il Grassmarket — uno degli scorci più fotografati di Edimburgo, spesso associata a Diagon Alley di Harry Potter (sebbene J.K. Rowling abbia mai confermato esplicitamente l’ispirazione). I negozi che la costeggiano — libri usati, oggetti magici, spezie, formaggi — mantengono un carattere autentico nonostante il turismo.

Il Grassmarket è la piazza rettangolare ai piedi della rocca del castello. Per secoli mercato per bestiame e granaglie, poi luogo di esecuzioni pubbliche — la forca era piazzata all’angolo est. Oggi è animata da pub, ristoranti e locali notturni, con una concentrazione di pub storici che mantengono le atmosfere del Settecento. Il Last Drop, il White Hart Inn (il pub più antico di Edimburgo, aperto nel 1516), e il Maggie Dickson’s — che prende il nome da una donna impiccata nel 1724 che si svegliò nella bara prima di essere sepolta — sono tutti qui.

I musei gratuiti dell’Old Town

Molti dei migliori musei dell’Old Town sono gratuiti. Il National Museum of Scotland su Chambers Street è il museo nazionale e uno dei migliori del paese: dalla preistoria scozzese all’industria moderna, dal Messico all’Egitto, tutto in un palazzo vittoriano del 1866 (con un’ala moderna aggiunta nel 1998). La testa di ferro di Dolly la pecora clonata è qui. Ingresso libero.

La Writers’ Museum in Lady Stair’s Close è dedicata a Robert Burns, Walter Scott e Robert Louis Stevenson — i tre giganti della letteratura scozzese. Piccola ma ben curata; ingresso gratuito. Il Museum of Edinburgh in Canongate racconta la storia della città con reperti originali. Il People’s Story Museum, nel vecchio Canongate Tolbooth, racconta la vita quotidiana dei cittadini comuni di Edimburgo dal XVIII al XX secolo: entrambi gratuiti.

L’Old Town di sera e di notte

L’Old Town cambia carattere con il buio. I pub si riempiono, le luci soffuse dei closes creano atmosfere gotiche, i tour notturni escono in gruppo dalle piazze. Il Cowgate — la strada bassa che corre parallela al Royal Mile verso il basso — è il quartiere notturno principale: club, pub alternativi, atmosfera studentesca.

I ghost tour serali dell’Old Town sono una tradizione di Edimburgo. Alcune compagnie lavorano da decenni con guide storicamente preparate; altre sono puramente teatrali. I migliori combinano storia documentata con narrativa drammatica e coprono i siti dell’Old Town con un’atmosfera notturna difficile da replicare.

Domande frequenti sull’Old Town di Edimburgo

Quanto tempo serve per visitare l’Old Town?

Un giorno intero per vedere i siti principali: Castello, Royal Mile, closes principali, Greyfriars, National Museum. Due giorni per un’esplorazione più lenta con musei e soste.

I closes sono tutti accessibili liberamente?

La maggior parte dei closes che si aprono sul Royal Mile è accessibile liberamente. Mary King’s Close richiede biglietto e visita guidata. Alcuni closes privati sono chiusi ai visitatori.

Qual è il momento migliore per visitare l’Old Town?

La mattina presto (prima delle 9) il Royal Mile è quasi deserto. Agosto è il mese del Festival — spettacolare ma affollatissimo. Novembre–marzo: meno turisti, possibile neve, atmosfera più gotica.

Migliori esperienze

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